De Rossi fa notizia durante il ritiro della nazionale in preparazione per i mondiali 2010. Durante una delle solite conferenze stampa che avvengono durante questi ritiri, si è duramente espresso contro la Tessera del Tifoso evocando la creazione di una Tessera del Poliziotto, con riferimento ai diversi episodi di cronaca, recente e del passato.
Ha inoltre confermato ancora una volta che non andrà al Madrid.
De Rossi, vero che lei è contrario alla tessera del tifoso?
«Sì, è una schedatura che non mi sembra corretta. Spettacoli di 25-30.000 persone in trasferta come a Verona non sarebbe più possibile vederli. Se servisse ad eliminare tutti i problemi potrei essere d’accordo, ma se anche facessero diecimila tessere ai romanisti, si potrebbe giocare lo stesso a Napoli quando c’è una tensione che dura tutta una settimana? Non mi sembra giusto schedare uno prima che lanci un fumogeno o tiri un sasso».
Capello dice che il calcio italiano è in mano agli ultrà.
«È in mano a tv, sponsor e anche agli ultrà, che comunque rappresentano una parte positiva del calcio. Anche i romanisti che ultimamente non hanno fatto succedere niente». Be’, gli incidenti nel derby o con l’Inter dicono altro. «Allora occorrerebbe introdurre anche la tessera del poliziotto. Non ho sentito tutto questo scandalo proprio con l’Inter (Stefano Gugliotta picchiato dalla polizia, ndr), né ho letto comunicati come quando ho fatto una dedica (all’ex suocero assassinato Massimo Pisnoli, ndr). Chi va allo stadio per fare a coltellate non sta bene, così come un poliziotto che prende a pugni un ragazzetto su un motorino solo perché ha la maglietta rossa».
Andrà al Real Madrid?
«Io sento solo voci (offerta di 50 milioni, ndr). Mi fa piacere essere accostato grandi squadre, ma la Sensi e Ranieri dicono sempre che non vogliono cedermi. Quel che sarà, sarà. Non andrei a soffrire. Se la Roma mi cedesse per una scelta tecnica o economica, accetterei. Stiamo parlando del Real, non del Pizzighettone. Se la società ha bisogno... Ma se non mi mandano via io resto. Non è un sacrificio giocare nella Roma. Mi pesa un po’ aver vinto poco, ma questo fa il paio col fatto che sarebbe più bello vincere a Roma. Le delusioni fanno parte della mia carriera, però gioco in una squadra meravigliosa, anche se non alziamo trofei tutti gli anni».
Come va con Mourinho? Durante la finale vi siete parlati.
«Nessun problema. Se diventasse allenatore della Roma... Scherzi a parte, di lui avevo stiIl calcio italiano è in mano alle tv, agli sponsor e anche agli ultrà, che ne rappresentano una parte positiva. Anche quelli della Roma... Chi va allo stadio per fare a coltellate non sta bene, come un poliziotto che prende a pugni un ragazzetto... ma ancor prima che venisse in Italia. Ovunque è andato ha fatto bene, ma non è giusto che riveli in conferenza quello che si dice in un orecchio. È un discorso nostro. Comunque, se è vero che Mourinho va al Real, avrà dato il suo consenso su di me. In Italia non andrei da nessuna parte. L’Italia è la Roma. Possono piacere altre squadre, ma se c’è il Real c’è poco da scegliere».
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